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Venerdì, 20 Set 2019
Giovedì 03 Maggio 2012 06:57

Rubrica: "IO LAVORO SICURO"

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 Il Datore di lavoro e l’ R.S.P.P.

Il D.Lgs. 81/2008 e le novità introdotte dal correttivo 106/2009 hanno accolto ed ampliato molti concetti già specificati all'interno della “vecchia” legge 626/1994. Si tratta di tutti quegli articoli che si basano sulla prevenzione del rischio in azienda e che di conseguenza implicano la partecipazione del datore di lavoro e dei lavoratori nell'adozione degli adempimenti e delle misure di prevenzione e protezione per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

All'interno di un'azienda, la prima figura incaricata di garantire la sicurezza sul lavoro ed il mantenimento dei livelli della stessa è il datore di lavoro. Questo soggetto deve obbligatoriamente, pena sanzioni penali/amministrative, assolvere agli adempimenti previsti dalla legge stessa, mirando quindi evitare che probabili e possibili pericoli dovuti all'esercizio della sua attività possano tradursi in rischi per i lavoratori.


Il datore di lavoro quindi organizza l'attività di impresa per portare a termine il lavoro che dovranno svolgere i dipendenti, i quali si dovranno attenere a quanto viene loro richiesto. Nel fare questo il datore di lavoro ha l'obbligo di salvaguardare l'integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti.

Il datore di lavoro nello svolgimento di queste importanti funzioni che la legge gli attribuisce non è però solo: Esso infatti si può, e spesso deve, affiancare ad una serie di figure sia interne che esterne all’azienda. Si parla infatti sempre di più di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), medico competente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e preposto.

Il datore di lavoro, in virtù delle responsabilità attribuitegli dalla legge deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni ottimali il lavoratore , in modo che questi possa utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni in piena sicurezza, per la tutela della propria ed altrui salute . A questo si affianca anche l'obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli/rischi che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e delle strumentazioni.

Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro viene anche attribuito il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche. Si evince quindi che quello del datore di lavoro è un duplice ruolo, da un lato deve garantire una corretta informazione ed un esatto addestramento, dall'altro deve osservare attentamente che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai suoi lavoratori.

Tra gli adempimenti sulla sicurezza sul lavoro, un importante compito che spetta al datore di lavoro è la Nomina del R.S.P.P. ( Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione). Questa figura, che abbiamo richiamato poco fa, è colui che ha l’incarico di organizzare e gestire tutto ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro in azienda nonché di monitorare il rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione, dalla consegna dei dispositivi di protezione individuale alla stesura del Documento Valutazione Rischi aziendale.

Nelle aziende medio piccole la figura del RSPP può essere ricoperta dallo stesso datore di lavoro.
Il Testo Unico sulla Sicurezza prevede infatti per le società che hanno fino a un certo numero di dipendenti la possibilità che una delle figure professionali preposte al controllo della sicurezza sul lavoro sia ricoperta dal responsabile stesso della società.

Il datore di lavoro può essere nominato RSPP in questi casi:

  1. Aziende artigiane e industriali non superiori ai 30 addetti
  2. Aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti
  3. Aziende ittiche fino con un massimo 20 addetti
  4. Altre fino a 200 addetti

Nei casi superiori ai suddetti è necessario ricorrere alla nomina di un RSPP esterno.

Dopo quasi tre anni di attesa, sono stati approvati gli Accordi Stato-Regioni sulla formazione che fissano i termini e le modalità con cui deve essere effettuata la formazione del DDL che intenda ricoprire funzioni di SPP.

La nuova organizzazione dei corsi prevista dagli Accordi Stato-Regioni e le modalità del loro svolgimento hanno avuto, ed avranno in futuro, un impatto molto profondo nel sistema della formazione in materia di sicurezza sul lavoro.

Gli Accordi definiscono la durata, i contenuti, gli attuatori e le modalità della formazione da svolgere, specificando requisiti che fino a poco tempo fa’ erano semplici ipotesi.

La novità principale riguarda l’individuazione della durata della formazione in base alla classe di rischio aziendale, stabilita in base all’appartenenza della stessa a determinati settori ATECO2002-2007. Si avranno quindi aziende a rischio basso ( es: commercio ), medio ( es: agricoltura ) , alto ( es: costruzioni ).

Gli accordi del 21/12/2011 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 8 dell’11 gennaio 2012, e risultano ufficialmente in vigore dal 26 gennaio 2012.

Le principali novità sono:

  • Per i nuovi imprenditori: l’obbligo di partecipare a un percorso formativo entro 90 giorni dalla data di inizio attività;
  • Per i datori di lavoro già ricoprenti il ruolo di SPP: l’obbligo di sostenere corsi di aggiornamento ogni cinque anni.

L’Accordo identifica tre livelli di rischio in funzione dell’attività svolta dall'impresa e su tali livelli stabilisce il numero di ore dei percorsi formativi. La durata dei percorsi formativi per i Nuovi imprenditori è la seguente:

Livello di rischio

 Durata del percorso formativo

 Rischio basso

Commercio ingrosso e dettaglio

Attività Artigianali

Alberghi e Ristoranti

Assicurazioni

Immobiliari e Informatica

Ass.ni ricreative e sportive

Servizi domestici

Organizz. Extraterrit

16 ore

Rischio medio

Agricoltura

Pesca

Trasporti, Magazzinaggi,Comunicazioni

Assist. sociale NON residenziale

Pubblica Amministrazione

Istruzione

32 ore

Rischio alto

Costruzioni

Industria Alimentare, Tessile,

Conciarie, Cuoio, Legno, Carta, Manifatturiero

Produzione metalli

Fabbricazione macchine

Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, acqua

Smaltimento rifiuti

Industria chimica

Sanità - Servizi Residenziali

48 ore

I contenuti del percorso formativo non comprendono la formazione per svolgere le funzioni di addetto alla prevenzione incendi e di addetto al primo soccorso aziendale che, necessariamente, dovrà  essere svolta attraverso percorsi diversi.

La durata dei corsi di aggiornamento per i DDL - SPP è la seguente:

Livello di rischio

Durata del percorso formativo

 

Rischio basso

 6 ore

 

Rischio medio

10 ore

 

Rischio alto

14 ore

I datori di lavoro che si sono auto nominati RSPP entro la data del 31/12/1996 non devono partecipare al percorso formativo ma devono sostenere il corso di aggiornamento entro l’11 Gennaio 2014. I datori di lavoro che sono diventati RSPP dopo aver partecipato al corso di formazione fatto secondo i contenuti dell’articolo 3 DM 16/1/1997 non devono partecipare al percorso formativo ma devono sostenere il corso di aggiornamento entro l’11 Gennaio 2017.

I percorsi formativi possono essere erogati esclusivamente dalle Regioni e Province Autonome, dagli Enti Bilaterali, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori, dall’INAIL, VVF, Università e scuole superiori, fondi interprofessionali di settore e dagli ordini professionali del settore di specifico riferimento.

Si ricorda che la mancata formazione del datore di lavoro che intenda ricoprire il ruolo di RSPP della propria azienda, comporta una sanzione con l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro, per la violazione dell’art. 34 comma 2 del D.lgs. 81/08.

Per ricoprire efficacemente il ruolo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dai

rischi non sono più sufficienti le sole approfondite conoscenze normative e tecniche ma

oggi, accanto a queste, devono coesistere anche adeguate competenze manageriali che

devono essere utilizzate per influenzare i comportamenti dei responsabili delle altre funzioni

aziendali per il miglioramento del livello di sicurezza e di salute.

Purtroppo, però, ancora oggi, chi si occupa di sicurezza e di tutela della salute nelle aziende, pur

avendo sviluppato queste nuove competenze, si scontra con una cultura dominante che ostacola l’integrazione della sicurezza e della tutela della salute nelle normali attività di gestione aziendale.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento in materia potete scrivere alla mia casella di posta robertocapobianco@conflavoro.it

Buon Lavoro Sicuro a tutti !!!

Roberto Capobianco

 

Ultima modifica Giovedì 03 Maggio 2012 07:04

 

 EBPMI - Ente Bilaterale Piccole e Medie Imprese, punto di riferimento per il mondo della prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro D.lgs 81/2008